LUCI D’ARTISTA ’22

LUCI D’ARTISTA ’22

Giovani talenti in residenza tra contemporaneità e tradizione

Piazza Armerina, Sicilia
18 DICEMBRE 2022 / 8 GENNAIO 2023

Piazza Armerina realizza da anni “Luci d’Artista”, un progetto di illuminazione degli spazi pubblici, che nel periodo di Natale è diventato un appuntamento irrinunciabile per la città.

Alle tradizionali “luminarie” presenti nelle strade barocche, quest’anno il comune sarà arricchito da istallazioni create e realizzate da giovani artisti provenienti da tutta Italia.

Il centro urbano di Piazza Armerina propone un vero e proprio laboratorio, una esperienza unica, con la quale si offre l’opportunità ai giovani artisti italiani di realizzare le proprie idee creative, attraverso istallazioni presso alcune delle location barocche e opere d’arte di Mitoraj presenti nella città.

Il progetto caratterizza il Comune e la città di Piazza Armerina come un luogo di accoglienza dei giovani e delle loro idee creative. Artisti in residenza per un’incontro tra tradizione e contemporaneità. in un processo di rigenerazione urbana.

IL PROGETTO

Chiesa di Sant’Anna, Chiesa di Santa Chiara, Piazza Duomo e Piazza Garibaldi sono i luoghi del simbolico circuito di spazi e opere d’arte, tra Mitoraj e Barocco, nei quali sono stati sperimentati i focus creativi dei giovani artisti.

Attraverso il contatto con alcune delle Accademie di Belle Arti italiane e Centri di Alta Formazione artistica, sono stati individuati artiste e artisti, ai quali è stata offerta la possibilità di una presenza di alcuni giorni in residenza d’artista, presso la città di Piazza Armerina.

Gli artisti, hanno sviluppato originali progettualità, realizzate in condivisione con tecnici e operatori locali. Viene, così, attualizzata una logica produttiva di contaminazione artista-tecnico operativo.

Ogni opera Luci d’Artista è accompagnata da una descrizione concettuale sul significato riferito alla contestualizzazione site specific.

I LUOGHI PRIMA DELL’INSTALLAZIONE

Chiesa di Sant’Anna

Palazzo di Città

Chiesa di Santa Chiara

GLI ARTISTI E LE INSTALLAZIONI

ELEONORA CONTESSI

Eleonora Contessi (1996), Direttrice della Fotografia, si diploma nel 2019 al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, punto di partenza per l’inizio del suo percorso verso il cinema.

Ha lavorato in diversi progetti tra cui: “Gas Station” di Olga Torrico, girato in 35 mm, che vince il premio per il miglior contributo tecnico alla Settimana della Critica di Venezia 77 nel 2020, “Happily Ever After” di Domenico Croce in concorso nel 2021 al Giffoni Film Festival, e “Tria – del sentimento del tradire” scritto e diretto da Giulia Grandinetti in concorso a Orizzonti al Festival di Venezia 79. Nel 2022 riceve il premio Kinéo assegnato nell’ambito della 78ª Mostra del Cinema di Venezia, come miglior Direttrice della Fotografia emergente. Dal 2019 è redattrice, insieme a Camilla Cattabriga e Claudia Sicuranza, di una rivista d’arte che parla di luce: Eki Magazine.

LIBERAZIONE
Chiesa di Santa Chiara

Eleonora Contessi

Il progetto vuole raccontare la liberazione di uno stomaco attraverso la luce. Questo organo, contenitore di energia, ha bisogno di liberarsi per rigenerarsi. Nello spazio creature luminose prigioniere di un mancato esternare, si esprimono attraverso un telo trasparente creando un fievole percorso di luce. Una sola creatura scoperta abita il buio, il suo stomaco è forato ed una luce violenta lo attraversa, creando una crepa nell’oscurità.

Segui persone, manichini a figura intera, teli trasparenti biodegradabili, striscia led 20 mt.

SARA ANTONELLIS E ANDREA IOANNILLI

Sara Antonellis (1999) è una studentessa di pittura e arti visive. Durante il suo percorso formativo partecipa al progetto “ASYLUM”, coreografia e contro narrative dell’artista Giovanni Impellizzieri all’interno del “MACRO ASILO” e alla mostra collettiva “Who Killed Bamby?” di Dolomiti Contemporanee. Collabora con diversi professionisti nel campo delle arti visive e di altri ambiti nella prospettiva di ibridare linguaggi per definire processi artistici inediti/antitetici.

Andrea “Abe” Ioannilli (Roma, 1995) è un 3D Generalist con diversi anni di esperienza nel settore del VFX e del multimedia per film, serie TV, videogiochi, moda e metaverso.

Dopo aver sviluppato una solida conoscenza tecnica nel proprio settore di competenza, decide di collaborare con artisti visivi della propria città per espandere le proprie conoscenze e, insieme a questi ultimi, è al lavoro sulla creazione di un collettivo che coniuga le arti visive a quelle sonore.

PORTAL, Trough a glass darkly
Chiesa di Santa Chiara

Sara Antonellis e Andrea Ioannilli

L’installazione si configura come testimonianza di un’azione collettiva di riqualificazione dell’ambiente e come traduzione dell’oscurità in luce. Durante l’allestimento delle opere è stato chiesto ad alcuni residenti di visitare il luogo nel buio e di riprendere con un visore notturno lo stato di degrado dell’ambiente. Tale movimento ha generato un riflessione sugli spazi antropici destinati all’aggregazione e a come questi vengano vissuti e rigenerati nel corso del tempo.

L’opera si configura quindi come uno schermo trasparente, simile ad una lastra radiografica su cui verranno trasmessi i video registrati dai visitatori durante l’esperienza collettiva..

Render dell’installazione luminosa nell’ abside della chiesa, video in loop , schermo LCD senza retroilluminazione, tavola luminosa

NICOLA SCANAGATTA

Sara Antonellis (1999) è una studentessa di pittura e arti visive. Durante il suo percorso formativo partecipa al progetto “ASYLUM”, coreografia e contro narrative dell’artista Giovanni Impellizzieri all’interno del “MACRO ASILO” e alla mostra collettiva “Who Killed Bamby?” di Dolomiti Contemporanee. Collabora con diversi professionisti nel campo delle arti visive e di altri ambiti nella prospettiva di ibridare linguaggi per definire processi artistici inediti/antitetici.

Andrea “Abe” Ioannilli (Roma, 1995) è un 3D Generalist con diversi anni di esperienza nel settore del VFX e del multimedia per film, serie TV, videogiochi, moda e metaverso.

Dopo aver sviluppato una solida conoscenza tecnica nel proprio settore di competenza, decide di collaborare con artisti visivi della propria città per espandere le proprie conoscenze e, insieme a questi ultimi, è al lavoro sulla creazione di un collettivo che coniuga le arti visive a quelle sonore.

RISVEGLIO
Chiesa di Sant’Anna

Nicola Scanagatta

L’installazione luminosa che utilizza come soggetto il labirinto di Erice, in Sicilia, quale simbolo del cammino dell’uomo verso la luce e il proprio destino.

L’artista ha reinterpretato e modificato il labirinto per far sentire lo spettatore un tutt’uno con la cultura antica, per segnare, così, le potenzialità di nuovi percorsi verso il futuro.

Sul pavimento 2 strisce led neon impermeabile

MAURIZIO LOPERFIDO

Maurizio Loperfido, nasce a Taranto nel 1989. Dopo il diploma tecnico si trasferisce ad Udine per conseguire un corso da Interior design.

Ritornato nella sua città natale, collabora con diversi studi di progettazione.

Dal 2016 vive e lavora a Macerata dove consegue a pieni voti il diploma di laurea in light design presso l’accademia delle belle arti.

Cura numerosi progetti di illuminazione scenografica da interni e esterni, collabora attualmente con l’accademia in qualità di cultore della materia.

LINEE DI BAROCCO
Palazzo di Città

Maurizio Loperfido

Lo spazio si rompe, le forme si aprono, donandoci la possibilità di creare una installazione luminosa che mira a valorizzare lo stile architettonico creando una quinta teatrale alla scultura di Igor Mitoraj. Alla base dell’idea c’è l’intento di ricollocare l’uomo al centro del nucleo urbano attraverso i suoi cinque sensi, ai quali si aggiungono l’equilibrio e il movimento. L’illuminazione entra all’interno dell’edificio, ne studia volumi, identità, energia, e ne ascolta rumori e sensazioni, svelandoci come esso non sia solo una costruzione “muta”, ma pretende di auto raccontarsi nella sua storia e nelle sue vicissitudini, tra un “prima” e un “dopo”. In questo gioca un ruolo fondamentale la luce che svela, rompendo il silenzio, le innumerevoli modifiche architettoniche, le vicende racchiuse al suo interno con i cambi di destinazione d’uso susseguitisi nel tempo.

Tubolare neon bifacciale per una lunghezza di 70 mt, proiettori Par con gelatine.

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